La Legge di Stabilità 2016 “ridimensiona e svuota” la Legge 24 marzo 2001, n. 89 (L. Pinto)

Nuova mannaia sui diritti dei cittadini, la già riformata (dal Governo Monti) L. Pinto  viene nuovamente ritoccata dalla L. Di Stabilità 2016, la quale comprime ulteriormente i benefici a favore dei richiedenti. Le ragioni di questo intervento vengono spiegate dallo stesso art.  777, la quale così introduce la riforma: "Al fine di razionalizzare i costi conseguenti alla violazione del termine di ragionevole durata dei processi...." Introduzione del concetto di "Rimedi preventivi" Viene ...
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Pinto: Quali sono i costi del Ricorso

Le spese da considerare per il patrocinio per l'ottenimento dell'Equo indennizzo sono stabiliti dalle tabelle forensi, e dipendono anche dalla quantità di atti da produrre, oltre le fasi di studio ed istruttoria. A questi oneri bisogna aggiungere le spese di trasferta o domiciliazione presso altri studi legali vicini alla corte d'appello competente Inoltre con le recenti riforme della professione forense è possibile anche pattuire il cosiddetto patto di quota lite con il quale è possibile limita...
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Pinto: Cosa è possibile fare se nonostante la condanna lo stato non paga

Il decreto di condanna emesso nei confronti dello Stato è immediatamente esecutivo, pertanto è possibile dar corso alla procedura di esecuzione forzata qualora questi non provveda spontaneamente ad ottemperare alla condanna inflittagli dalla Corte d'Appello. La circostanza in cui nonostante il riconoscimento dell'Indennizzo lo Stato Italiano provvedeva alla effettiva liquidazione diversi anni dopo è cosa nota, ma per fortuna in data 18 maggio 2015 è intervenuto un accordo tra il Ministero di Giu...
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Pinto: Quali documenti bisogna allegare al ricorso

Unitamente al ricorso deve essere depositata copia autentica (ovverosia copia fornita di marche da bollo) dei seguenti atti: a) l'atto di citazione, il ricorso, le comparse e le memorie relativi al procedimento nel cui ambito la violazione si assume verificata; b) i verbali di causa e i provvedimenti del giudice; c) il provvedimento che ha definito il giudizio, ove questo si sia concluso con sentenza od ordinanza irrevocabili. L'allegazione di questa documentazione consente di realizzare una...
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Pinto: Chi sono le controparti del Ricorso

In virtù del secondo comma dell'art. 3 della "Legge Pinto", così come riformato dal D.L.83/12, il ricorrente potrà avviare il procedimento nei confronti del: • Ministero della Giustizia, se si tratta di procedimenti del Giudice ordinario; • Ministero della difesa, se si tratta di procedimenti del Giudice militare; • Ministero dell'economia e delle finanze, se si tratta di procedimenti tributari o negli altri casi residuali.
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Pinto: A chi si propone la domanda

Per garantire la terzietà e l'indipendenza del Giudice chiamato a decidere sulla domanda di risarcimento, è stato previsto che questi non appartenga al medesimo distretto di Corte d'Appello. È perciò stabilita un'apposita tabella che serve ad individuare il diverso Giudice competente: quest'ultimo è sempre rappresentato dalla Corte d'Appello più vicina sotto il profilo territoriale a quella cui appartiene il Giudice avanti al quale si è svolto il procedimento che è oggetto di contestazione. La...
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Pinto: Qual è la tipologia di danno risarcibile

La tipologia di danni risarcibili in conseguenza delle lungaggini processuali possono essere di varia natura: si parla pertanto di danni patrimoniali o non patrimoniali. La prima tipologia, quella tipica dei danni che hanno una ricaduta economica, deve essere provata fornendo la documentazione, anche insieme alle conseguenze immediate e dirette del ritardo processuale. Quanto, invece, ai danni non patrimoniali la giurisprudenza della Suprema Corte a Sezioni Unite ha stabilito che essi non nece...
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Pinto: A quanto ammonta l’Equo indennizzo

In base alla legge Pinto, e successive modifiche, qualora il procedimento superi una durata di tempo ragionevole, stimata dal legislatore in 3 anni per il procedimento di primo grado, 2 anni per il secondo ed 1 anno per la cassazione a prescindere dall’esito della lite e/o in caso di conciliazione della lite, SI HA DIRITTO AD UNA SOMMA DI DENARO PER OGNI ANNO DI ECCESSIVA DURATA DEL PROCESSO PARI A CIRCA 500/1.500 euro; somma che può aumentare, di rado, fino a 2.000 euro in casi di partico...
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Pinto: Chi ha diritto

Chi è coinvolto in un processo, imprenditore o semplice cittadino, per un periodo di tempo irragionevole HA DIRITTO, per la “ Legge Pinto”, AD UN EQUO INDENNIZZO, sia che sia stato attore che convenuto ed indipendentemente dall’esito del processo. Pertanto il requisito soggettivo per proporre il ricorso ex "Legge Pinto" è essere stati parte del processo. È poi indifferente l'esito della causa perchè, se vi è stata la sua decisione, si ha diritto al risarcimento sia in caso di vittoria che di s...
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Pinto: Qual è la ragionevole durata del processo

La durata del tempo “ragionevole” deve tenere in considerazione diverse circostanze tra cui la complessità del procedimento ed il comportamento delle stesse parti e del giudice. Sicché l’eccessiva domanda di risarcimenti ha spinto il legislatore ha riformare la materia apportando numerose modifiche, introdotte dal D.L.8 aprile 2013, n. 35, convertito con modificazioni nella L. 6 giugno 2013, n. 64 e dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, con modificazioni nella L. 7 agosto 2012, n. 134. Tutte quest...
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