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	<title>Mauro Sasanelli&#039;s MasterCoaching &#187; Life Coach</title>
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	<description>Tutto sul coaching e sviluppo personale</description>
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		<title>Strategie di Libertà Finanziaria, Gianluca Pistore</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 10:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Life Coach]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia del denaro]]></category>
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		<description><![CDATA[Ciao per la prima volta ospito sul Blog un articolo non scritto di mio pugno  e sono contento che l&#8217;autore sia Gianluca Pistore. Gianluca ha &#8220;soli&#8221; 18 anni eppure la sua biografia registra tantissimi successi; con il Suo esempio dimostra come non esistano limiti di età o altri che possano impedire di pianificare importanti obiettivi e [...]

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao per la prima volta ospito sul Blog un articolo non scritto di mio pugno  e sono contento che l&#8217;autore sia Gianluca Pistore. Gianluca ha &#8220;soli&#8221; 18 anni eppure la sua biografia registra tantissimi successi; con il Suo esempio dimostra come non esistano limiti di età o altri che possano impedire di pianificare importanti obiettivi e raggiungerli.</p>
<p>Gianluca si è &#8220;messo in testa&#8221; di raggiungere la <a href="http://www.maurosasanelli.com/shop-3/liberta-finanziaria-gianluca-pistore/">Libertà Finanziaria</a> in brevissimo tempo e seguendo corsi e agendo da quando aveva 14 anni oggi è vicino alla meta ! In questo articolo ci fa riflettere con metafore e domande che hanno il potere di guidarci oltre i luoghi comuni e indicare una strada di successo.</p>
<p style="text-align: center;">_________________________________________________________________</p>
<p>Se a qualcuno dovesse venire in mente di fare una torta, sicuramente avrebbe la furbizia di procurarsi la ricetta, leggerla con cura, preparare gli ingredienti e poi seguire il procedimento indicato con precisione per ottenere un risultato simile o uguale a quello desiderato e modellato.</p>
<p>Se per l’arte culinaria funziona così, per l’arte della ricchezza le cose non sono diverse. Sorrido spesso quando le persone usano espressioni come “giocare in borsa” oppure “provare a fare un investimento” o “tentare di diventare ricchi”. Nessuno dice: gioco ad andare da Roma a Milano, oppure provo ad andare a Milano; piuttosto si monta in auto, si calcola il percorso e lo si segue!</p>
<p><span id="more-435"></span></p>
<p>Negli affari le cose sono simili, esiste un luogo che è il posto in cui ci troviamo adesso, e poi esiste un altro luogo che è il posto in cui vogliamo andare o lo stato economico che vogliamo raggiungere. Così come per un viaggio chi riesce a raggiungere la meta è colui che ha una strategia, cioè colui che calcola il percorso e poi inizia ad agire ed a muoversi verso quella destinazione.</p>
<p>Durante il viaggio l’auto può rompersi, può finire la benzina, si può necessitare di una o molte soste, tuttavia esiste una sola cosa che ci condurrà dall’altra parte: la determinazione a voler arrivare. Così chi inizia il proprio viaggio verso la libertà finanziaria non dovrebbe farlo con la mentalità dello “scommettitore” o dell’”avventuriero”. Dovrebbe piuttosto <strong>stendere un proprio piano ed iniziare a seguirlo</strong>.</p>
<p>Ti consiglio alcune domande che possono aiutarti nel tuo viaggio verso la <a href="http://www.maurosasanelli.com/shop-3/liberta-finanziaria-gianluca-pistore/">Libertà Finanziaria</a>, esse sono:</p>
<p><strong><em>Stai usando il tuo denaro per creare entrate automatiche o stai comprando passivi?</em></strong><br />
<strong><em> Quale è il tuo standard?</em></strong><br />
<strong><em> Quale è il tuo obiettivo in modo specifico?</em></strong></p>
<p>Alla tua <a href="http://www.maurosasanelli.com/shop-3/liberta-finanziaria-gianluca-pistore/">Libertà Finanziaria</a>,<br />
sono disponibile per ulteriori informazioni</p>
<p><a href="http://www.gianlucapistore.it/libertafinanziaria/" target="_blank">Gianluca Pistore</a></p>


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		<title>L&#8217;amore che dura</title>
		<link>http://www.maurosasanelli.com/lamore-che-dura/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 09:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life Coach]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[robbins]]></category>
		<category><![CDATA[Tony Robbins]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi non sa chiedere, non sa vivere, cita un vecchio proverbio. Sono le 5 di una notte &#8220;impegnata&#8221; tra le mie letture, e questa frase mi porta a vecchi pensieri elaborati quando lessi per la prima volta &#8221; Come migliorare il proprio stato mentale, fisico e finanziario&#8221; scritto da quello che io considero il mio [...]

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<p><strong>Chiedere, come si recita nella Bibbia (<em>Chiedete e vi sarà dato</em>), porta sempre una conseguenza, una reazione e per questo nelle domande riconosco un potere enorme. Le domande verso gli altri, e tanto più le domande verso noi stessi forgiano il nostro destino.</strong></p>
<p>Parlando di relazioni, spesso, si sente sottolineare l&#8217;importanza del dialogo, senza approfondire in che cosa potrebbe consistere questo dialogo, sulla legittimità di chiedere tutto o quasi al proprio partner.  Soprattutto sul come chiedere senza correre il rischio di ferire la sensibilità dell&#8217;altro, di &#8220;osare&#8221; troppo.</p>
<p><span id="more-340"></span></p>
<p>Le relazioni, tutte le relazioni creano la nostra esistenza, avere relazioni di qualità rende la vita magnifica, straordinaria. Queste, però sono il risultato di tempo, dedizione e un continuo impegno di ricerca dell&#8217;altro.</p>
<p>Costruire una relazioni amorosa &#8220;sana&#8221; e duratura, credo a mio modesto parere, per fortuna confortato da qualche scrittore più saggio di me, possa partire dalla <strong>conoscenza dei propri valori</strong> e <strong>regole</strong> e dalla comprensione di quelle del partner. Solitamente, infatti, queste rimangono invariate nel tempo. Si pensi ad esempio, all&#8217;importanza che il proprio fidanzato da alla carriera rispetto al desiderio di unione familiare e presenza in casa.</p>
<p>Robbins scrive:  <strong><em>Se non conoscete i valori e le regole delle persone con cui siete in rapporto, preparatevi a soffrire.</em></strong></p>
<p>Sembra una banalità, eppure nella vita di tutti i giorni si incontrano coppie dove ci si rende conto che alla base dei loro dissapori c&#8217;è una profonda differenza sulla scala dei valori. Per tornare all&#8217;esempio di prima, uno dei partner si lamenta dell&#8217;assenza dell&#8217;altro perchè troppo concentrato sul lavoro e percepito come assente nella vita di coppia.</p>
<p>Conoscere per tempo, quindi, i valori dell&#8217;altro, l&#8217;importanza che questi da alla carriera, ai figli, alla presenza ecc.,  può dare una proiezione futura, può darci la possibilità di accettare consapevolmente o guardare oltre alla ricerca di un partner che possa soddisfare ad un livello più alto i nostri valori, le nostre regole, le nostre proiezioni.</p>
<p>La gente entra in relazione, molto, forse troppo spesso, per soddisfare esclusivamente i propri bisogni, per ottenere qualcosa, eppure l&#8217;amore dovrebbe essere considerato principalmente un luogo dove poter dare. Certamente una relazione che duri vuole che il luogo dell&#8217;amore sia sempre colmo di quello scambio di doni che arricchisca quotidianamente la relazione; richiede un impegno, un&#8217;attenzione che a volte viene meno nel turbinio delle &#8220;prove&#8221; e impegni delle nostre vite. Questi periodi sono possibili a patto che si dia attenzione ai segnali che preannunciano  situazioni di crisi e si interrompano per tempo con il dialogo eliminando i problemi quando sono ancora piccoli.</p>
<p>Nel suo libro, Robbins  ne individua 4:</p>
<p><strong>-Resistenza</strong></p>
<p><strong>-Risentimento</strong></p>
<p><strong>-Rifiuto</strong></p>
<p><strong>-Repressione</strong></p>
<p>Tutti quelli che hanno una relazione, credo, possano individuarne i caratteri nella propria esperienza.</p>
<p><strong>La resistenza</strong> si realizza quando ci si pone in antagonismo per una regola violata, si pensi ad un momento di scortesia del o della propria partner davanti ad amici. queste situazioni non sono gravi generalmente, può essere, infatti, la conseguenza di un momento di stress, chi è perfetto ? Eppure a volte capita che chi ha subito il torto non ne faccia parola all&#8217;altro, o che una volta che l&#8217;abbia evidenziato, l&#8217;azione che l&#8217;ha provocato venga sminuita,  o l&#8217;emozione venga derisa, rifiutata. In questi casi è possibile che il partner &#8220;incompreso&#8221; inizi a provare emozioni di distacco e , questa emozione può prolungarsi nel tempo e far si che il distacco divenga duraturo, e si produca un risentimento. Soprattutto se si ripete l&#8217;evento più volte.</p>
<p><strong>Il risentimento</strong> non è altro che una barriera emozionale che ci si pone per timore di provare la stessa esperienza, ad esempio ricadere nella medesima situazione di imbarazzo già provocata dal partner tante volte, o di vedersi, viversi, sentirsi, nuovamente negato nelle proprie richieste e nel rifiuto al dialogo. Se questo timore dura nel tempo si arriva al rifiuto.</p>
<p><strong>Il rifiuto</strong> si realizza quando la calma viene meno e ci si lascia andare all&#8217;impulso di ottenere ragione ad ogni costo, cercare di mettere il partner in torto, offendere, attaccarlo dimenticando che una lite oramai iniziata può essere un momento di chiarimento e una possibilità per far crescere la comprensione delle esigenze della coppia ad un livello più elevato.  Se la situazione di antagonismo viene protratta nel tempo, poichè uno dei partner rinuncia a mediare o a venire incontro con proposte concrete si arriva inesorabilmente alla repressione.</p>
<p><strong>La repressione</strong> è la fase in cui non si accetta più di stare male per l&#8217;altro, per la coppia e o si decide di proseguire nell&#8217;assenza di dialogo, in ogni caso diminuendo le emozioni anche di passione ed eccitazione fino alla separazione fisica.</p>
<p>Nelle discussioni, è importante sempre cercare di non offendere l&#8217;altro, se proprio è necessario fissare dei paletti è importante &#8220;criticare&#8221; la situazione e non la persona, ad esempio: questa cosa che hai fatto a me sembra sciocca, questa situazione mi ferisce, preferirei facessi così&#8230;. piuttosto che &#8230;Sei un cretino ! O peggio. &#8230;</p>
<p>Eppure esistono pochi segreti per una relazione che dura, uno di questi è: non mettere mai in discussione la fine di una storia quando nasce un confronto, frasi come: se fai così me ne vado, dovrebbero essere abolite.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;essenziale di un rapporto è l&#8217;impegno, la costanza nel renderlo speciale; la capacità di sentirsi fortunati per aver avuto in dono dalla vita la propria partner o il proprio partner, la fortuna di poter condividere la propria vita con questa persona.</p>
<p>Le domande che invito a porvi sono:</p>
<p>Quali azioni possono portare la mia relazione ad un livello superiore ?</p>
<p>Quali valori e regole ci avvicinano alla visione della nostra vita di coppia ?</p>
<p>Quali sono i momenti che ci hanno regalato le emozioni più intense di amore e unione ? Cosa posso fare per farle rivivere ?</p>


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		<title>Steve Jobs alla Stanford University, discorso integrale !</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 18:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono onorato di essere qui con voi oggi, nel giorno della vostra laurea presso una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. A dir la verità, questa è l’occasione in cui mi sono di più avvicinato ad un conferimento di titolo accademico. Oggi voglio raccontarvi tre episodi della mia vita. Tutto [...]

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono onorato di essere qui con voi oggi, nel giorno della vostra laurea presso una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. A dir la verità, questa è l’occasione in cui mi sono di più avvicinato ad un conferimento di titolo accademico. Oggi voglio raccontarvi tre episodi della mia vita. Tutto qui, nulla di speciale. Solo tre storie.</p>
<p>La prima storia parla di “unire i puntini”.</p>
<p>Ho abbandonato gli studi al Reed College dopo sei mesi, ma vi sono rimasto come imbucato per altri diciotto mesi, prima di lasciarlo definitivamente. Allora perchè ho smesso?</p>
<p><span id="more-332"></span></p>
<p>Tutto è cominciato prima che io nascessi. La mia madre biologica era laureanda ma ragazza-madre, decise perciò di darmi in adozione. Desiderava ardentemente che io fossi adottato da laureati, così tutto fu approntato affinché ciò avvenisse alla mia nascita da parte di un avvocato e di sua moglie. All’ultimo minuto, appena nato, questi ultimi decisero che avrebbero preferito una femminuccia. Così quelli che poi sarebbero diventati i miei “veri” genitori, che allora si trovavano in una lista d’attesa per l’adozione, furono chiamati nel bel mezzo della notte e venne chiesto loro: “Abbiamo un bimbo, un maschietto, ‘non previsto’; volete adottarlo?”. Risposero: “Certamente”. La mia madre biologica venne a sapere successivamente che mia mamma non aveva mai ottenuto la laurea e che mio padre non si era mai diplomato: per questo si rifiutò di firmare i documenti definitivi per l’adozione. Tornò sulla sua decisione solo qualche mese dopo, quando i miei genitori adottivi le promisero che un giorno sarei andato all’università.</p>
<p>Infine, diciassette anni dopo ci andai. Ingenuamente scelsi un’università che era costosa quanto Stanford, così tutti i risparmi dei miei genitori sarebbero stati spesi per la mia istruzione accademica. Dopo sei mesi, non riuscivo a comprenderne il valore: non avevo idea di cosa avrei fatto nella mia vita e non avevo idea di come l’università mi avrebbe aiutato a scoprirlo. Inoltre, come ho detto, stavo spendendo i soldi che i miei genitori avevano risparmiato per tutta la vita, così decisi di abbandonare, avendo fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. OK, ero piuttosto terrorizzato all’epoca, ma guardandomi indietro credo sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’istante in cui abbandonai potei smettere di assistere alle lezioni obbligatorie e cominciai a seguire quelle che mi sembravano interessanti.</p>
<p>Non era tutto così romantico al tempo. Non avevo una stanza nel dormitorio, perciò dormivo sul pavimento delle camere dei miei amici; portavo indietro i vuoti delle bottiglie di coca-cola per raccogliere quei cinque cent di deposito che mi avrebbero permesso di comprarmi da mangiare; ogni domenica camminavo per sette miglia attraverso la città per avere l’unico pasto decente nella settimana presso il tempio Hare Krishna. Ma mi piaceva. Gran parte delle cose che trovai sulla mia strada per caso o grazie all’intuizione in quel periodo si sono rivelate inestimabili più avanti. Lasciate che vi faccia un esempio:</p>
<p>il Reed College a quel tempo offriva probabilmente i migliori corsi di calligrafia del paese. Nel campus ogni poster, ogni etichetta su ogni cassetto, erano scritti in splendida calligrafia. Siccome avevo abbandonato i miei studi ‘ufficiali’e pertanto non dovevo seguire le classi da piano studi, decisi di seguire un corso di calligrafia per imparare come riprodurre quanto di bello visto là attorno. Ho imparato dei caratteri serif e sans serif, a come variare la spaziatura tra differenti combinazioni di lettere, e che cosa rende la migliore tipografia così grande. Era bellissimo, antico e così artisticamente delicato che la scienza non avrebbe potuto ‘catturarlo’, e trovavo ciò affascinante.</p>
<p>Nulla di tutto questo sembrava avere speranza di applicazione pratica nella mia vita, ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Machintosh, mi tornò utile. Progettammo così il Mac: era il primo computer dalla bella tipografia. Se non avessi abbandonato gli studi, il Mac non avrebbe avuto multipli caratteri e font spazialmente proporzionate. E se Windows non avesse copiato il Mac, nessun personal computer ora le avrebbe. Se non avessi abbandonato, se non fossi incappato in quel corso di calligrafia, i computer oggi non avrebbero quella splendida tipografia che ora possiedono. Certamente non era possibile all’epoca ‘unire i puntini’e avere un quadro di cosa sarebbe successo, ma tutto diventò molto chiaro guardandosi alle spalle dieci anni dopo.</p>
<p>Vi ripeto, non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle: dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi paiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro. Dovete credere in qualcosa: il vostro ombelico, il vostro karma, la vostra vita, il vostro destino, chiamatelo come volete&#8230; questo approccio non mi ha mai lasciato a terra, e ha fatto la differenza nella mia vita.</p>
<p>La mia seconda storia parla di amore e di perdita.</p>
<p>Fui molto fortunato &#8211; ho trovato cosa mi piacesse fare nella vita piuttosto in fretta. Io e Woz fondammo la Apple nel garage dei miei genitori quando avevo appena vent’anni. Abbiamo lavorato duro, e in dieci anni Apple è cresciuta da noi due soli in un garage sino ad una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. Avevamo appena rilasciato la nostra migliore creazione &#8211; il Macintosh &#8211; un anno prima, e avevo appena compiuto trent’anni&#8230; quando venni licenziato. Come può una persona essere licenziata da una Società che ha fondato? Beh, quando Apple si sviluppò assumemmo una persona &#8211; che pensavamo fosse di grande talento &#8211; per dirigere la compagnia con me, e per il primo anno le cose andarono bene. In seguito però le nostre visioni sul futuro cominciarono a divergere finché non ci scontrammo. Quando successe, il nostro Consiglio di Amministrazione si schierò con lui. Così a trent’anni ero a spasso. E in maniera plateale. Ciò che aveva focalizzato la mia intera vita adulta non c’era più, e tutto questo fu devastante.</p>
<p>Non avevo la benché minima idea di cosa avrei fatto, per qualche mese. Sentivo di aver tradito la precedente generazione di imprenditori, che avevo lasciato cadere il testimone che mi era stato passato. Mi incontrai con David Packard e Bob Noyce e provai a scusarmi per aver mandato all’aria tutto così malamente: era stato un vero fallimento pubblico, e arrivai addirittura a pensare di andarmene dalla Silicon Valley. Ma qualcosa cominciò a farsi strada dentro me: amavo ancora quello che avevo fatto, e ciò che era successo alla Apple non aveva cambiato questo di un nulla. Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato. Così decisi di ricominciare.</p>
<p>Non potevo accorgermene allora, ma venne fuori che essere licenziato dalla Apple era la cosa migliore che mi sarebbe potuta capitare. La pesantezza del successo fu sostituita dalla soavità di essere di nuovo un iniziatore, mi rese libero di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.</p>
<p>Nei cinque anni successivi fondai una Società chiamata NeXT, un’altra chiamata Pixar, e mi innamorai di una splendida ragazza che sarebbe diventata mia moglie. La Pixar produsse il primo film di animazione interamente creato al computer, Toy Story, ed è ora lo studio di animazione di maggior successo nel mondo. In una mirabile successione di accadimenti, Apple comprò NeXT, ritornai in Apple e la tecnologia che sviluppammo alla NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. E io e Laurene abbiamo una splendida famiglia insieme.</p>
<p>Sono abbastanza sicuro che niente di tutto questo mi sarebbe accaduto se non fossi stato licenziato dalla Apple. Fu una medicina con un saporaccio, ma presumo che ‘il paziente’ne avesse bisogno. Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo. Dovete trovare le vostre passioni, e questo è vero tanto per il/la vostro/a findanzato/a che per il vostro lavoro. Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite, e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi.</p>
<p>La mia terza storia parla della morte.</p>
<p>Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi c’avrai azzeccato”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatrè anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa.</p>
<p>Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto &#8211; tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento &#8211; sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore.</p>
<p>Un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Effettuai una scansione alle sette e trenta del mattino, e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Fino ad allora non sapevo nemmeno cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che con ogni probabilità era un tipo di cancro incurabile, e avevo un’aspettativa di vita non superiore ai tre-sei mesi. Il mio dottore mi consigliò di tornare a casa ‘a sistemare i miei affari’, che è un modo per i medici di dirti di prepararti a morire. Significa che devi cercare di dire ai tuoi figli tutto quello che avresti potuto nei successivi dieci anni in pochi mesi. Significa che devi fare in modo che tutto sia a posto, così da rendere la cosa più semplice per la tua famiglia. Significa che devi pronunciare i tuoi ‘addio’.</p>
<p>Ho vissuto con quella spada di Damocle per tutto il giorno. In seguito quella sera ho fatto una biopsia, dove mi infilarono una sonda nella gola, attraverso il mio stomaco fin dentro l’intestino, inserirono una sonda nel pancreas e prelevarono alcune cellule del tumore. Ero in anestesia totale, ma mia moglie, che era lì, mi disse che quando videro le cellule al microscopio, i dottori cominciarono a gridare perché venne fuori che si trattava una forma molto rara di cancro curabile attraverso la chirurgia. Così mi sono operato e ora sto bene.</p>
<p>Questa è stata la volta in cui mi sono trovato più vicino alla morte, e spero lo sia per molti decenni ancora. Essendoci passato, posso dirvi ora qualcosa con maggiore certezza rispetto a quando la morte per me era solo un puro concetto intellettuale:</p>
<p>Nessuno vuole morire. Anche le persone che desiderano andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E nonostante tutto la morte rappresenta l’unica destinazione che noi tutti condividiamo, nessuno è mai sfuggito ad essa. Questo perché è come dovrebbe essere: la Morte è la migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambio della Vita: fa piazza pulita del vecchio per aprire la strada al nuovo. Ora come ora ‘il nuovo’ siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, gradualmente diventerete ‘il vecchio’e sarete messi da parte. Mi dispiace essere così drammatico, ma è pressappoco la verità.</p>
<p>Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.</p>
<p>Quando ero giovane, c’era una pubblicazione splendida che si chiamava The whole Earth catalog, che è stata una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Steward Brand, non molto distante da qui, a Menlo Park, e costui apportò ad essa il suo senso poetico della vita. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer, ed era fatto tutto con le macchine da scrivere, le forbici e le fotocamere polaroid: era una specie di Google formato volume, trentacinque anni prima che Google venisse fuori. Era idealista, e pieno di concetti chiari e nozioni speciali.</p>
<p>Steward e il suo team pubblicarono diversi numeri di The whole Earth catalog, e quando concluse il suo tempo, fecero uscire il numero finale. Era la metà degli anni Settanta e io avevo pressappoco la vostra età. Nella quarta di copertina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna nel primo mattino, del tipo che potete trovare facendo autostop se siete dei tipi così avventurosi. Sotto, le seguenti parole: “Siate affamati. Siate folli”. Era il loro addio, e ho sperato sempre questo per me. Ora, nel giorno della vostra laurea, pronti nel cominciare una nuova avventura, auguro questo a voi.</p>
<p>Siate affamati. Siate folli.</p>


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		<title>Lavoro</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 11:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Seth Godin]]></category>

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		<description><![CDATA[Una giornata come altre, sveglia, colazione, due salti con la corda, no sbaglio oggi è Domenica, oggi non si lavora ! Aleee !? La dimensione di molte persone che aspettano, come un naufrago aspetta di vedere la terra, il fine settimana. Il tanto desiderato fine settimana finalmente è arrivato, e regala le sue illusioni di [...]

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Una giornata come altre, sveglia, colazione, due salti con la corda, no sbaglio oggi è Domenica, oggi non si lavora ! Aleee !?</p>
<p><strong>La dimensione di molte persone che aspettano, come un naufrago aspetta di vedere la terra, il fine settimana. Il tanto desiderato fine settimana finalmente è arrivato, e regala le sue illusioni di libertà.</strong></p>
<p>Si affollano nella mente le immagini di prodighi lavoratori dediti alla loro mansione che quotidianamente, come aveva immaginato anni fa il celebre Adam Smith, realizzano la loro parte di spillo. Efficienza, semplicità, replicabilità del gesto.</p>
<p>Replicabilità del lavoratore ?!? Ecco spiegata la nuova dimensione della schiavitù nella nostra epoca. I nuovi schiavi, giovani, non più tanto giovani, che oggi nonostante abbiano seguito tutte le regole descritte dai loro genitori, politici, sindacati ed educatori vari si trovano spesso in una condizione che oserei definire sub-Fantozziana.</p>
<p><span id="more-316"></span></p>
<p>Il Ragionier Fantozzi oggi appare un privilegiato, lui con contratto a tempo indeterminato, ferie e pensione, lui oggi se la godrebbe alla grande !!!</p>
<p>Ho deciso di scrivere questo pezzo, per diverse ragioni, una di queste è che oggi è 1 maggio la festa del lavoro, per chi lo ha, la festa che ricorda le vittorie sindacali avvenute in molte nazioni del mondo.</p>
<p>Vittorie ??? Si richiamava all&#8217;epoca la centralità dell&#8217;uomo rispetto al profitto, la dignità del lavoratore. Certamente molto fu conquistato, ma oggi questa che venne definita una rivoluzione non vi sembra stia vacillando ? Tutto il welfare che è stato conquisto, vanto della generazione precedente alla nostra è ancora sostenibile ?? NO NO NO questa è la cruda verità dichiarata in sordina (spesso solo su internet) da quei pochi che hanno il coraggio di dire le cose come stanno !!</p>
<p>Leggo in questi giorni di una possibile &#8220;chiave di svolta&#8221;, in un libro che consiglio a chi vuole ragionare con la testa propria, &#8220;<a href="http://www.anobii.com/books/La_chiave_di_svolta/9788820048822/0142123fa46d08859f/" target="_blank">La chiave di svolta</a>&#8220;, di Seth Godin.</p>
<p>Seth in linea con altri interpreti della modernità, tra cui mi piace segnalare l&#8217;italianissimo <a href="http://www.simoneperotti.com/" target="_blank">Simone Perotti</a> con il suo Adesso Basta, propongo un ritorno all&#8217;uomo come creatore di arte, di innovazione e unico interprete del proprio futuro. Propongono di uscire dal sistema che ci vuole incasellati nel buon impiegato, succube del sistema e della propria auto-indotta mediocrità.</p>
<p>Noi siamo nella nostra unicità geniali, sicuramente non in tutto, ma chi dice che lo si debba essere in tutto ? Lo stesso osannato, a ragione, Einstein aveva momenti di assoluta deficienza.</p>
<p><strong>La genialità può essere espressa solo al prezzo di rinunciare alla ordinarietà di pensiero ed azione. L&#8217;unicità è nella diversità, nella scelta di hackerare il sistema alla ricerca di innovazione.</strong></p>
<p>L&#8217;innovazione raramente può essere realizzata in solitudine, per questo il mio invito a chi comanda, all&#8217;imprenditoria illuminata è quello di stimolare, incentivare,  premiare il lavoratore che osa, che si spinge con il suo operato fuori dall&#8217;ordinario con consapevolezza, integrità e professionalità.</p>
<p>Il lavoratore oggi non può più essere mediocre, la produzione non può più esserlo poichè la corsa al prezzo più basso, all&#8217;uomo-lavoratore intercambiabile è una corsa che non guarda al futuro.</p>
<p>La competizione in un mondo globalizzato non si può vincere con scelte ordinarie o con logiche di un&#8217;altra generazione.</p>
<p>Mauro Sanelli</p>


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		<title>Vuoi diventare ricco ? Guarda questi film</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 22:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Life Coach]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia del denaro]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[bank]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[ricchezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Il titolo di questo post è chiaramente una provocazione , un richiamo verso molti messaggi che si leggono in internet sulla ricchezza a buon mercato.  Ad ogni modo io consiglio caldamente la visione di questi video poichè offrono spunti di riflessione che possono darti quel punto di vista, quel focus che può proiettare la tua [...]

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo di questo post è chiaramente una provocazione , un richiamo verso molti messaggi che si leggono in internet sulla ricchezza a buon mercato.  Ad ogni modo io consiglio caldamente la visione di questi video poichè offrono spunti di riflessione che possono darti quel punto di vista, quel focus che può proiettare la tua vita verso il possibile.</p>
<p>Buona visione con:</p>
<p>Il Negoziatore, F. Gary Gray (1998)</p>
<p>Rogue Trader, di James Dearden (1999)</p>
<p>Wall Street,  di Oliver Stone (1987)</p>
<p>Una poltrona per due, di John Landis (1983)</p>
<p>1 Km da Wall Street, di Ben Younger (2000)</p>
<p>The Bank, di Robert Connolly (2001)</p>
<p>I banchieri di Dio, di Giuseppe Ferrara (2002)</p>
<p>Lo scandalo Enron, di Penelope Spheeris (2003)</p>
<p>Diario del saccheggio, di Fernando Solanas (2004)</p>
<p>Zeitgeist: Addendum, di Peter Joseph (2008)</p>
<p>Wall Street 2, Oliver Stone (2010)</p>


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		<title>Appunti di leadership</title>
		<link>http://www.maurosasanelli.com/appunti-di-leadership/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 21:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life Coach]]></category>
		<category><![CDATA[autorità]]></category>
		<category><![CDATA[gestione del personale]]></category>
		<category><![CDATA[leader]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>

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		<description><![CDATA[Esistono diversi leader, quali sono le diverse qualità ? Le differenze di approccio alla gestione dei collaboratori in un team.

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati scritti numerosi volumi e ancora molto verrà scritto sulle capacità di leadership e su come acquisire quelle caratteristiche che fanno di un capo un vero leader, ecco qualche mia riflessione&#8230;</p>
<p><span id="more-183"></span></p>
<p>Essere capi non vuol dire necessariamente essere riconosciuti leader di un team, in effetti, sembra che la perfetta coincidenza delle due cose, sempre auspicabile, sia cosa abbastanza rara. Questo forse è il risultato di una cultura che in alcune circostanze preferisce logiche clientelari a quelle meritocratiche.</p>
<p>Nell&#8217;eccellente lavoro del <strong>Sole 24 Ore </strong>della collana <em>Master 24</em>, vengono evidenziati diverse tipologie di Leadership che si sposano con differenti necessità, scelte e contestualizzate agli obiettivi da raggiungere e alla tipologia di esigenze aziendali o associative,  ne rimando la lettura poichè l&#8217;analisi in queste pagine risulterebbe estremamente lunga.</p>
<p>Nella manualistica di settore il leader e il manager,  spesso viene associato alla figura del samurai, <a href="http://www.glamourlife.it/2009/02/15/uomo-daffari-uomo-samurai/">uomo d&#8217;affari uomo samurai</a> , non c&#8217;è dubbio che oggi i manager di aziende multinazionali debbano avere una visione strategica non comune per prendere decisioni che condizionano intere comunità.</p>
<p>E&#8217; stato scritto molto sulle qualità che un leader con la l maiuscola deve fare proprie, e data la complessità del tema ne vorrei sottolineare soltanto una, forse quella che più mi sta a cuore nella mia personalissima visione: l&#8217;integrità.</p>
<p><strong>L&#8217;integrità di un leader è in quella scelta di visione unica, di congruità tra il dichiarato e l&#8217;agire quotidiano</strong>, per dirla in maniera semplice è data dall&#8217;indicare la strada al proprio team con l&#8217;esempio delle proprie azioni quotidiane.</p>
<p>L&#8217;efficacia di antichi generali nel guidare i loro eserciti, era quella di essere presenti nei momenti cruciali in prima fila, con i soldati.  L&#8217;esempio del loro coraggio era spesso la miccia di grandi eventi vittoriosi. Perchè oggi dovrebbe essere diverso ? Aziende, governi e organizzazioni non hanno forse i loro soldati, le loro battaglie  ?</p>
<p>Il carisma di un leader non si acquisisce con la nomina a capo, bensì è una conquista assai poco scontata, vi consiglio a riguardo un bellissimo articolo scritto da Linda A. Hill  sull&#8217;argomento  letto nel volumetto dell&#8217;<em>Harvard Business Review</em> dato qualche tempo fa con il sole 24 ore .</p>
<p>Un estratto&#8230;</p>
<p><em>&#8220;Dopo alcune esperienze poco gradevoli, i neo-manager si rendono conto &#8211; con grande sgomento- che la fonte del loro potere è &#8220;tutto fuorchè&#8221; l&#8217;autorità formale (&#8230;. ) l&#8217;autorità emerge soltanto dopo che il manager guadagna credibilità presso i dipendenti, i propri pari e i superiori&#8221;</em></p>


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		<title>Cocomi, nuovo anno ? E&#8217; tempo di cambiamenti !</title>
		<link>http://www.maurosasanelli.com/cocomi-nuovo-anno-e-tempo-di-cambiamenti/</link>
		<comments>http://www.maurosasanelli.com/cocomi-nuovo-anno-e-tempo-di-cambiamenti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 21:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life Coach]]></category>
		<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovo anno è tempo di cambiamenti, Antony Robbins tra i piu&#8217; efficaci coach nei suoi volumi parla di cocomi, acronimo di costante e continuo miglioramento. Quale momento migliore per fare un&#8217;analisi di quanto è stato fatto durante il 2009, quali sono stati i progetti che abbiamo raggiunto, le mete che ci eravamo prefissate. E quanti [...]

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<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">Quale momento migliore per fare un&#8217;analisi di quanto è stato fatto durante il 2009, quali sono stati i progetti che abbiamo raggiunto, le mete che ci eravamo prefissate.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">E quanti nostri limit fanno ancora parte delle nostre abitudini, il mostro va ammazzato quando è piccolo si dice, ed ineffeti se abbiamo convissuto con nostri limit per tanto tempo ci vorrà molta piu&#8217; energia e determinazione</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">per scardinare le nostre abitudini depotenzianti e creare un nuovo percorso corrsipondente,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">La nostra mente è come un&#8217;autostrada, ad un impulso esterno corrisponde una reazione, per semplicità il nostro cervello segue le autostrade più volte percorse anche se razionalmente ci sembrano le meno adatte a noi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">Il processo per razionalizzre le nostre autostrade è seguibile sempre ma un po per tradizione in molti sono soliti fermarsi alla fine dell&#8217;anno e fare i cosidedetti buoni propositi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">In realtà dal 2009 al 2010 non potrà cambiare molto se non saremo noi o eventi travolgenti a determinare l&#8217;interruzione di un modulo ( la nostra autostrada depotenziante) e iniziare i lavori per un nuovo percorso.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">Se la nostra vita fosse un campo e noi gli imprenditori agricoli di questo campo, staremmo estremamente attenti a che non crescano erbacce, e probabilmente le estirpreremmo quando sono ancora piccole. Per rami o peggio alberi certamente dovremo usare l&#8217;ascia e</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">queste sono le nostre azioni massicce e ripetute quanti sono i colpi che servono per buttare giu&#8217; un albero cresciuto in molti anni.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">Un buon metodo dopo le feste per inizare questo processo è mettersi a dieta, non solo dai cibi <img src='http://www.maurosasanelli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ma anche inizare una dieta del pensiero, vi sfido a mantenere per dieci giorni pensieri positivi e non lasciare che la propria mente si concetri su questioni che danno dolore per piu&#8217; di 1 minuto, giusto cioè il tempo di razionalizzare</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">e cambiare modulo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">Sarà utile chiedersi in situazioni dell avita inaspettate che provocano ad esempio sconcerto, a chi giova ? Cosa posso imparare da questo evento ? Come posso utilizzare questa situazione per ottenere prima un risultato voluto ?</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">Sembra apparentemente semplice, ma vi assicuro che non lo è affatto, io personalmente ho inizato ieri, anche se sono avvantaggiato poichè ho adottato questa strategia già in diversi momenti della mia vita.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">Per rendere la cosa persistente nella nostra mente sappiate che c&#8217;è una regola, ogni qual volta indugerai in un pensiero negativo per oltre un minuto darai costrtto a riprendere il conteggio dei giorni. Già questa mi sembra un&#8217;ottima ragione per impegnarsi a fondo una volta deciso di fare questa scommessa con te stesso.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden; top: 0px; left: -10000px;">Vi assicuro che questa decisione avrà dei risvolti immediati nella tua vita, soprattutto se sei un tipo burbero, potresti scoprire di avere maggiori attenzioni dai tuoi amici o familiari solo per il fatto che sarai obbligato a parlare e pensare di cose positive e allegre !</div>
<p>Nei volumi di Antony Robbins spesso si legge del cocomi, acronimo di <strong>costante e continuo miglioramento</strong>. Secondo Tony l&#8217;uomo trova la felicità nella ricerca del miglioramento costante e nel percorso che segue nel raggiungere nuovi obiettivi personali.</p>
<p>Quale momento migliore per fare un&#8217;analisi di quanto è stato fatto durante il 2009, quali sono stati i progetti che abbiamo raggiunto, le mete che ci eravamo prefissate.</p>
<p>Quanti nostri limiti fanno ancora parte delle nostre abitudini? &#8220;Il mostro va ammazzato quando è piccolo&#8221;&#8230; si dice, ed ineffeti se abbiamo convissuto con nostri limiti per tanto tempo ci vorrà molta piu&#8217; energia e determinazione per scardinare le nostre abitudini depotenzianti e creare un nuovo percorso corrsipondente.</p>
<p><span id="more-223"></span></p>
<p>Il nostro subcosciente è come un&#8217;autostrada, ad un impulso esterno corrisponde una reazione, per semplicità il nostro cervello segue le autostrade più volte percorse anche se razionalmente ci sembrano le meno adatte a noi.</p>
<p>Il processo per razionalizzare le nostre autostrade è seguibile sempre ma per tradizione molti sono soliti fermarsi alla fine dell&#8217;anno e fare l&#8217;elenco dei buoni propositi.</p>
<p>In realtà dal 2009 al 2010 non potrà cambiare molto se non saremo noi o eventi travolgenti a determinare l&#8217;interruzione di un modulo ( la nostra autostrada depotenziante) e iniziare i lavori per un nuovo percorso.</p>
<p>Se la nostra vita fosse un campo e noi gli imprenditori agricoli di questo campo, staremmo estremamente attenti a che non crescano erbacce, e probabilmente le estirpreremmo quando sono ancora piccole. Per rami o peggio alberi certamente dovremo usare l&#8217;ascia e queste, seguendo la mia metafora sono le nostre azioni massicce e ripetute.</p>
<p>Un buon metodo dopo le feste per inizare questo processo è mettersi a dieta, non solo dai cibi <img src='http://www.maurosasanelli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ma anche inizare una dieta del pensiero, vi sfido a mantenere per dieci giorni pensieri positivi e non lasciare che la propria mente si concetri su questioni che danno dolore per piu&#8217; di 1 minuto, giusto cioè il tempo di razionalizzare e cambiare modulo.</p>
<p>Sarà utile chiedersi in situazioni della vita inaspettate che provocano ad esempio sconcerto, a chi giova ? Cosa posso imparare da questo evento ? Come posso utilizzare questa situazione per ottenere prima un risultato voluto ?</p>
<p>Sembra apparentemente semplice, ma vi assicuro che non lo è affatto, io personalmente ho inizato ieri, anche se sono avvantaggiato poichè ho adottato questa strategia già in diversi momenti della mia vita.</p>
<p>Per rendere la cosa persistente nella nostra mente sappi che c&#8217;è una regola, ogni qual volta indugerai in un pensiero negativo per oltre un minuto sarai costretto a riprendere il conteggio dei giorni. Già questa mi sembra un&#8217;ottima ragione per impegnarsi a fondo una volta deciso di fare questa scommessa con te stesso.</p>
<p>Ti assicuro che questa decisione avrà dei risvolti immediati nella tua vita,  se ad esempio sei un tipo burbero, potresti scoprire di avere maggiori attenzioni dai tuoi amici o familiari solo per il fatto che sarai obbligato a parlare e pensare di cose positive e allegre !</p>


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		<title>Personal Branding, Io Spa</title>
		<link>http://www.maurosasanelli.com/personal-branding-io-spa/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 11:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Life Coach]]></category>
		<category><![CDATA[coaching]]></category>
		<category><![CDATA[io spa]]></category>
		<category><![CDATA[personal branding]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo personale]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina ho voluto scrivere il primo post di una lunga serie dedicata al concetto di personal branding, un&#8217;introduzione sui concetti base di questo nuovo mondo. Ritengo che tra le qualità che non dovrebbero mai mancare ad una persona che vuole vivere una vita di successo c’è l’integrità, intesa come congruenza tra l’immagine verbale e [...]

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina ho voluto scrivere il primo post di una lunga serie dedicata al concetto di personal branding, un&#8217;introduzione sui concetti base di questo nuovo mondo. Ritengo che tra le qualità che non dovrebbero mai mancare ad una persona che vuole vivere una vita di successo c’è l’<strong>integrità</strong>, intesa come <strong>congruenza tra l’immagine verbale e paraverbale che si da di se , gli obiettivi dichiarati pubblicamente e le azioni intraprese</strong>. Qualità che è difficilmente riconoscibile nella media delle persone perché è il risultato di una grande determinazione e di uno schema di convinzioni piu’ o meno consapevoli estremamente allineato. <span id="more-182"></span></p>
<p>Contributo essenziale nel raggiungere l’integrità viene quindi dato dall’immagine pubblica che si offre di se sia nelle relazioni interpersonali sia nelle tracce, documenti, articoli e interviste permanenti. Queste piu’ di altre hanno un’incidenza importante ed è difficile modificarle. Il primo teorico del personal branding è stato <a href="http://www.tompeters.com/" target="_blank">Tom Peters</a>, genio del business management statunitense. Il quale in un articolo dal titolo emblematico: <a href="http://www.fastcompany.com/magazine/10/brandyou.html" target="_blank">The brand Called You</a> ha evidenziato come nella nostra epoca sia diventato importante nel promuovere se stessi, &#8220;Io spa&#8221;con le stesse strategie adottate dai marchi aziendali. Studiare e avere la consapevolezza su se stessi, vivere attivamente in un epoca 2.0, passa, anche, attraverso una<strong> verificare della nostra presenza su internet affinchè emergano i valori e le peculiarità di noi, se questo non viene fatto si corre il rischio di lasciare al caso o, peggio, ad altri l’identificazione dei valori della nostra immagine pubblica</strong>.</p>
<p>Internet è entrata nella nostra vita e sempre di piu’, è diventato uno strumento indispensabile per sentirsi collegati al mondo. Attraverso internet cerchiamo lavoro, amore, socializzazione, si decide insomma buona parte della nostra vita. Quali sono quindi i nostri valori che vogliamo rendere pubblici ? Qual’ è il lavoro che desideriamo, e come possiamo valorizzare le nostre qualità per ottenerlo ? Sempre di piu’ le società di reclutamento e gli head hunter si affidano alle pagine di Google per definire attraverso hobby, passioni e informazioni pubbliche un profilo del candidato.</p>
<p><strong>La determinazione dei propri valori è un percorso non facile ma determinante nelle scelte presenti e future, e diventa essenziale nell’offrire un’immagine di se congruente con i propri desideri di vita !</strong></p>
<p>In attesa di nuovi miei post vi lascio alcuni link per approfondire, ciao raga !</p>
<p><a href="http://www.personalbranding.it/" target="_blank">Personal Branding.it</a></p>
<p><a href="http://danschawbel.com/" target="_blank">danschawbel.com</a></p>
<p><a href="http://www.tommasosorchiotti.com/items/view/2196" target="_blank">Tommasosorchiotti</a></p>
<p>Ebook consigliato</p>
<p><a href="http://www.autostima.net/shopping/prodotto.php?id_prodotto=245&amp;pp=89795" target="_blank">Business con i Social Media</a> di Luigi Centenaro</p>


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		<title>Libertà finanziaria, di cosa si tratta ?</title>
		<link>http://www.maurosasanelli.com/liberta-finanziaria/</link>
		<comments>http://www.maurosasanelli.com/liberta-finanziaria/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 16:12:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life Coach]]></category>
		<category><![CDATA[Alfio Bardolla]]></category>
		<category><![CDATA[Kiyosaki]]></category>
		<category><![CDATA[libertà finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[ricchezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Amici oggi vi voglio parlare di un concetto che in una delle prime letture di sviluppo personale è entrato nella mia vita, leggevo uno dei libri di Alfio Bardolla e spesso l&#8217;autore riportava la mia attenzione al concetto di libertà finanziaria e di ricchezza personale sottolineandone l&#8217;importanza. La nostra cultura, ci insegna che per avere [...]

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Amici oggi vi voglio parlare di un concetto che in una delle prime letture di sviluppo personale è entrato nella mia vita, leggevo uno dei libri di <strong>Alfio Bardolla</strong> e spesso l&#8217;autore riportava la mia attenzione al concetto di libertà finanziaria e di ricchezza personale sottolineandone l&#8217;importanza. La nostra cultura, ci insegna che per avere un’esistenza soddisfacente e una sicurezza economica è importante studiare, quindi ottenere un buon posto di lavoro, meglio se statale. Questo ci potrà garantire uno stipendio sicuro per accendere un mutuo e comprare la casa e la villa per le vacanze. Inoltre, successivamente versando i contributi potremo maturare una buona pensione. Ma tutto questo oggi è così vero e attuale ? Secondo me non più !<span id="more-181"></span>Questo tipo di visione, poteva, infatti, appartenere, agli anni dei nostri genitori e dei nostri nonni. Ma come si può riscontrare dalla realtà dei fatti, lo Stato in quasi tutto il mondo non è più il massimo garante. Debito pubblico alle stelle piu’ o meno in tutti gli stati, non ultima la Grecia che ha visto proprio in questi giorni abbassare il proprio rating sul debito pubblico da Fitch, un downgrade da A a BBB+.</p>
<p>Pensiamo solo a quanti hanno scelto, seguendo la manovra del governo, di passare la propria pensione a società private. Negli ultimi due anni quasi tutti i fondi pensione hanno registrato perdite ingenti, passando i propri indici di interesse al negativo. Perchè lo stato italiano incentiva la popolazione ad affidare la sua vecchiaia ad altre società, forse perchè teme di essere insolvente rispetto alle pensioni ? Mi auguro di no ! Cosa succederebbe a quanti vivono della sola pensione statale ?</p>
<p>La domanda che mi sono fatto piu’ volte nella mia vita è: cosa distingue una persona ricca da una povera ? La risposta non è arrivata subito ma una volta ottenuta è stata dirompente.</p>
<p><strong>I ricchi godono di entrate “passive” automatiche superiori alle proprie spese necessarie.</strong></p>
<p>Per entrate passive si intendono tutte quelle <strong>forme d&#8217; investimento</strong> <strong>che</strong> per produrre ricchezza<strong> non richiedono una presenza costante</strong>. Esempi validi sono gli investimenti immobiliari, e parlo di investimenti non di comprare la casa per andarci a vivere, perché questa è una spesa ! (Toglie dalle tue tasche ricchezza per darla alla banca ). Continuando, trading in azioni,  opzioni, forex, commodities e piu’ in generale in borsa. Uno degli uomini piu’ ricchi del mondo è <strong>Warren Buffet</strong> con la sua società <strong>Berkshire Hathaway</strong> è proprietario di azioni delle più importanti società quotate del mondo. Internet, che ha permesso a ragazzi della mia eta di diventare multimilionari in un arco di tempo impensabile per generazioni precedenti. Ad esempio <strong>Mark Zuckerberg</strong>, ceo e owner di Facebook, con una fortuna stimata di 1 miliardo di dollari. Infine, con la creazione di società o l&#8217;investimento in partecipazioni societarie.</p>
<p>Tra i massimi formatori sull’intelligenza finanziari vi citerò <strong>Robert Kiyosaki</strong> con il suo <em>&#8220;Padre ricco  padre povero&#8221;</em> che ha venduto nel mondo milioni di copie e insegnato ad impostare la propria vita secondo modelli di successo economico. Kiyosaki divide la popolazione secondo alcuni quadranti, dipendenti (i primi ad essere tassati), professionisti, investitori ed imprenditori. Evidenzia nel suo lavoro come anche nella scala sociale spesso quest&#8217;ordine corrisponda anche al grado di ricchezza. Certamente non viene denigrato il lavoro dipendente ma nel libro si sottolinea l&#8217;importanza di creare entrate alternative in grado di sopperire in caso di licenziamento all&#8217;esigenze primarie. Concetti semplici ma che per il loro raggiungimento richiedono un percorso di crescita e di studio. Perchè oggi come oggi investire i propri soldi, pochi ho tanti che siano, richiede preparazione, lo studio e l&#8217;aggiornamento costante. Non si può infatti pensare di affidare le proprie risorse passivamente a terzi, consulenti o banche senza comprendere cosa si sta facendo, poichè il rischio di rimetterci è elevatissimo !</p>
<p>Ora vi lascio, buono studio e buoni investimenti amici !</p>


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		<title>La regola della reciprocità, per ricevere devi prima dare !</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 06:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per ricevere amore devi dare amore. Sembra un concetto scontato, ovvio in apparenza, ma non è così,Tutti infatti abbiamo come bisogno primario quello di vivere in un “mondo circostante” pieno di amore, nelle sue diverse forme. Amore figlio/genitore, tra amici, uomo/donna comprese tutte le declinazioni della sessualità. L’amore è un bisogno di vita, è impensabile [...]

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			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">Per ricevere amore devi dare amore. Sembra un concetto scontato, ovvio in apparenza, ma non è così,Tutti infatti abbiamo come bisogno primario quello di vivere in un “mondo circostante” pieno di amore, nelle sue diverse forme. Amore figlio/genitore, tra amici, uomo/donna comprese tutte le declinazioni della sessualità.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">L’amore è un bisogno di vita, è impensabile vivere senza provare e sentirsi amati… Ma allora se tutti abbiamo bisogno di amore, perché intorno a noi ci sono persone chiuse, schive che spesso in una sala si confondono con la tappezzeria o che fanno di tutto per passare inosservate. Perché ci sono persone da cui traspare rabbia, odio e desiderio di violenza ? Come possono ricevere amore se le loro strutture mentali li portano a tenere a distanza i propri simili ? Questo avviene in molte circostanze a causa della paura ! Quale ? La paura di mostrare se stessi per quello che si è, mostrare passioni, desideri e sogni, ci porta ad evidenziare i nostri campi di eccellenza e questo comporta il non poter più nascondersi. Insomma saremmo sottoposti al giudizio dei nostri cari, dovremmo impegnarci sempre di piu’ per corrispondere alle aspettative del nostro mondo circostante. Molto piu’ comodo, quindi nascondersi con la tappezzeria, e soddisfare un altro bisogno, un bisogno secondario. Mantenendoci nascosti con la tappezzeria abbiamo la possibilità di percepire la nostra vita ordinaria e spesso mediocre rispetto alle nostre aspettative, come “nostra”, controllabile ! Perché la conosciamo bene, pur non amandola, la sentiamo nostra. Ma a cosa stiamo rinunciando ? Alla nostra vita, probabilmente ! Ai nostri sogni che per quanto mi riguarda è la stessa cosa !</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">Del resto amare se stessi, passa dall’offrire a se stessi il massimo che si possa ottenere da questo mondo, nel rispetto del prossimo, e del mondo su cui passiamo per breve tempo. Sarebbe impensabile avere un’azienda senza essere imprenditore, ed avere una moglie per amore senza avere le qualità di un amante. In questo il mondo interiore corrisponde al mondo esteriore.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">Per quanto riguarda la paura di esporre se stessi al successo, e al cammino che per ottenere questo necessariamente bisogna perseguire. In esso ci sarà il significato della nostra vita poiché la felicità non passa solo per il raggiungimento di un obiettivo ma per la gioia e l’energia positiva che si è investiti per raggiungerlo, ed in caso di fallimento sarà stato cmq un risultato, da cui ripartire e da cui imparare.</div>
<p><strong>Per ricevere amore devi dare amore.</strong></p>
<p>Sembra un concetto scontato, ovvio in apparenza, ma non è così. Tutti, infatti, abbiamo come bisogno primario quello di vivere in un “mondo circostante” pieno di amore, nelle sue diverse forme. Amore nel rapporto figlio/genitore, tra amici, uomo/donna comprese tutte le declinazioni della sessualità.</p>
<p><strong>L’amore è un bisogno di vita, è impensabile vivere senza provare amore e sentirsi amati.<span id="more-153"></span></strong></p>
<p>Ma allora se tutti abbiamo bisogno di amore, perché intorno a noi ci sono persone chiuse, schive che spesso in una sala si confondono con la tappezzeria o che fanno di tutto per passare inosservate. ? Perché ci sono persone da cui traspare rabbia, odio e desiderio di violenza ? Come possono ricevere amore se le loro strutture mentali li portano a tenere a distanza i propri simili ? Questo avviene in molte circostanze a causa della paura ! Quale ?<strong> La paura di mostrare se stessi per quello che si è, mostrare passioni, desideri e sogni. </strong></p>
<p>Mostrarsi senza maschere ci porta ad evidenziare i nostri campi di eccellenza e questo comporta il non poter più nascondersi. Vivendo nell&#8217;eccellenza saremmo sottoposti al giudizio dei nostri cari, dovremmo impegnarci sempre di più per corrispondere alle aspettative del nostro mondo circostante. Per questa ed altre ragioni è molto piu’ comodo nascondersi con la tappezzeria, e soddisfare un altro bisogno, un bisogno secondario. Mantenendoci nascosti con la tappezzeria abbiamo la possibilità di percepire la nostra vita ordinaria e spesso mediocre rispetto alle nostre aspettative, come “nostra”, controllabile ! <strong>Perché la conosciamo bene, pur non amandola, la sentiamo nostra.</strong> Ma a cosa stiamo rinunciando ? Alla nostra vita, probabilmente ! Ai nostri sogni che per quanto mi riguarda è la stessa cosa !</p>
<p><strong>Del resto amare se stessi, significa anche offrire a se stessi il massimo che si possa ottenere da questo mondo,</strong> nel rispetto del prossimo, e del mondo su cui passiamo per breve tempo.</p>
<p>Sarebbe impensabile avere un’azienda senza essere imprenditore, ed avere una moglie che ci ama  senza avere le qualità di un amante. Le nostra qualità condizionano il nostro successo . <strong>Il mondo interiore corrisponde al mondo esteriore. Se decidiamo di migliorare noi stessi anche la qualità della nostra vita migliorerà.</strong></p>
<p>Per quanto riguarda la paura di esporre se stessi al successo, e al cammino che per ottenere questo necessariamente bisogna perseguire, è necessario comprendere che in esso ci sarà il significato della nostra vita, poiché la felicità non passa solo per il raggiungimento di un obiettivo, ma per la gioia e l’energia positiva che si è investiti per raggiungerlo;  in caso di fallimento, questo sarà stato comunque  un risultato importante, da cui ripartire e da cui imparare.</p>
<p><strong>Non esistono persone di successo che non hanno mai fallito, solo chi non fa nulla non può sbagliare !</strong></p>


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